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| PETER PAN | Francesco Mangini |
di NICLA MONGELLI
Francesco Mangini nasce a Modugno il 13 marzo 1987; qui vive e opera. Dopo la laurea in Scienze dei Beni culturali decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bari, ove è prossimo al conseguimento del titolo di studio.
Il materiale che caratterizza i suoi lavori è il cartone, un materiale povero, di riciclo, che gli permette, attraverso lo "strappo" della superficie, di "giocare" con la stessa dandogli inoltre la possibilità di superare lo spazio bidimensionale e mettere la figura in maggior risalto, senza l’ausilio del disegno o delle sfumature. L’autore considera quasi magico il supporto in cartone poiché, anche all'interno di un'opera monocroma, con questa semplice "tecnica" può ottenere tutto ciò che vuole. Nei suoi lavori sono rappresentate le espressioni dell’animo, messe in risalto dalle particolari pose assunte dai soggetti, che sono in grado di sprigionare profonde emozioni.Peter pan è la sua prima opera in cartone riciclato. Attraverso l'utilizzo di un foglio di cartone da imballaggio e una serie di 20 lampadine ad incandescenza ha rappresentato quello che è il fil rouge di tutta la sua produzione. La figura che ha ricavato dallo strappo del cartone è il volto di un bimbo che si copre gli occhi di fronte alla luce, intensa e accecante, prodotta dalla serie di lampadine disposte in maniera casuale. La posizione del braccio che copre lo sguardo è un gesto di protezione: il bambino in questo modo si oppone all'inesorabile evoluzione della natura, proprio come il protagonista del romanzo di James Matthew Barrie, e rifiuta l'idea di crescere abbandonando il mondo ovattato dei giochi e delle favole.La scelta dei bambini come soggetto delle opere è proprio dovuta alla genuinità dei sentimenti e alla speranza nel futuro che trapelano dalle loro espressioni. Dotati quindi di una forte capacità espressiva, i bambini assumono il ruolo di portavoce dei pensieri dell’artista.
Francesco Mangini was born in Modugno March 13, 1987, he lives and works here. After graduating in Science of Cultural Heritage he decided to enroll at the Academy of Fine Arts in Bari, where it is next to the attainment of the qualification.The material that characterizes his work is the cardboard, a poor material, even recycled, allowing him through the "pull" of the surface, to "play" with the same giving him the possibility to overcome the two-dimensional space and place greater emphasis on the figure, without the aid of drawing or shades. The author considers the cardboard support almost magical because even in monochrome work, with this simple "technique” he can get everything he wants. His works represent the expressions of the soul, highlighted by special poses taken by entities that are able to release deep emotions.Peter Pan is his first work in recycled cardboard. Using a sheet of cardboard and a series of 20 incandescent bulbs the artist represented the common thread of all his production. By ripping the cardboard he obtained the face of a child who covers his eyes from the bright and blinding light produced by the series of bulbs randomly arranged. The position of the arm covering his eyes is a gesture of protection: the child defies to the inexorable evolution of the nature, just as the hero of the novel by James Matthew Barrie and rejects the idea of growing and abandoning the muffled world of games and fables.The choice of children as the subject of his works is due to genuine feelings and hope in the future that leak out from their expressions. So gifted with a strong expressive capacity, children assume the role of spokesman for the thoughts of the artist.


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