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| LIFE IN PROGRESS | Anna Santovito |
di LORENZA BORRELLI
Un viaggio all’interno del proprio essere, Introspezione è la parola chiave dell’opera di Anna Santovito, artista emergente manfredoniana. Primo quadro di un ciclo della sua produzione artistica posta come elemento di demarcazione e di distacco graduale dalle sue opere precedenti. Questa immagine racchiude una concezione teorica cara ad innumerevoli artisti, il dualismo interiore. L’eterna separazione tra mente e corpo,che in tale contesto si manifesta nel distacco tra due corpi femminili: il primo corpo sdraiato in posizione supina, forte richiamo alla natalità, rimane saldo al terreno e all’istinto primordiale; il secondo corpo invece subisce un’attrazione, un forte richiamo da parte del mondo razionale che l’assorbe lentamente. Le due figure appaiono “legate” tra loro e alla totalità dell’immagine, tramite delle radici, elemento ricorrente all’interno di molti lavori di Santovito che ritraggono il suo senso di appartenenza e legame alla natura e alla linfa vitale che da essa ne trae. Santovito ricalca uno dei cardini dell’arte: la lotta tra istinto e razionalità, che da sempre ha affascinato, ispirato e turbato gli animi sensibili degli artisti. Netta, inoltre, appare la distinzione tra i due mondi, divisi da una linea di colore scuro che rimarca una temporalità e una spazialità irrisolta. La Santovito concretizza cromaticamente il tutto attraverso un gioco di colori scuri e chiari, le fonti luminose sono molteplici e risaltano lo scarto di direzione delle ombre riconducibili ad un ipotetico fascio di luce proveniente da destra nel cuore di un crepuscolo in lontananza. Il dinamismo è dato dalle componenti che sembrano innalzarsi verso l’alto,eccetto delle “lacrime” di colore che cadono verso il basso per rimarcare un fluido che scandisce l’andamento del tempo e degli eventi che si susseguono, nel quale l’artista si è rifugiata. Santovito ritrae ancora una volta un mondo onirico che segue un paradigma spazio-tempo indefinito, per non abbandonare la tendenza surrealistica dei suoi dipinti.
A journey inside one’s being: Introspection is the key word ofthe work of Anna Santovito, an emerging artist from Manfredonia. First painting of a cycle of his artistic production, that is placed as demarcation and as gradualparting element from his previous works. This image contains a theoretical concept that is relevant for countless artists, the inner dualism. The eternal separation between mind and body, which in this context manifests itself in the parting of the two female bodies: the first one, lying down on one’s back, as strong recall to birth, remains firm on the ground and to the primeval instinct; the second body experiences instead an attraction, a strong call from the rational world which absorbs it slowly. The two figures seem “tied” to each other and to the whole image through roots: an element which recurs in many works of Santovito and that depicts her sense of belonging and her connection to nature and to the vital nourishment that she draws from it. Santovito traces one of the cornerstones of art: the struggle between instinct and rationality, that always seduced, inspired and upset the sensible mood of artists. Very clear appears instead the distinction between the two world, separated by a dark colored line that reveals an unresolved temporality and spatiality. Santovito puts the whole chromatically through a play of dark and bright colors; the light sources are multiple and point out the shadows’ lag of direction, that can be thought as produced by an hypothetical bunch of light, coming from the right, in the heart of a distant twilight. Dynamism is given from the elements that seem to rise higher, except some “tears” of color that fall down to remark a fluid, beating time and events that follow one another, in which the artist has found shelter. Santovito depicts once again a dreamlike world that follows an indefinite space-time paradigm, avoiding to abandon the surrealistic inclination of her paintings.


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